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Come scrivere il title tag

Sviluppatore web e consulente SEO: guide pratiche per chi gestisce siti in proprio.

Cos’è il title tag

Il title tag è l’elemento <title> nell’<head> del documento. I motori di ricerca lo usano spesso come titolo cliccabile del risultato; il browser lo mostra sulla scheda. Non compare nel corpo della pagina, quindi visitatori e crawler lo scoprono solo da metadati e SERP. Un title ben scritto riassume in poche parole cosa offre quella URL e perché val la pena cliccare, senza promesse fuorvianti.

Nota

Il motore può riscrivere il title in SERP se lo considera poco pertinente alla query: partire da un testo chiaro riduce quella probabilità.

Lunghezza consigliata

Punta a circa 50–60 caratteri (spazi inclusi) in italiano. Oltre quella soglia il titolo viene spesso troncato con i puntini, soprattutto su mobile. Metti subito le parole che descrivono l’intento: servizio, località, beneficio. Il nome del brand può stare in coda («Riparazione caldaie Verona | Idraulica Rossi») se lo spazio lo consente.

Evita elenchi di keyword separate da trattini: suonano spam e non aumentano la rilevanza. Preferisci una frase naturale che un utente capirebbe anche fuori dal web.

Suggerimento

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Esempio nel markup

Ogni pagina indexabile deve avere un solo <title>, univoco nell’intero sito. Duplicati confondono i motori su quale URL mostrare per una ricerca generica.

html
<!DOCTYPE html>
<html lang="it">
  <head>
    <meta charset="UTF-8">
    <title>Corso di fotografia a Milano | Studio Bianchi</title>
  </head>
  <body>
    <main>
      <h1>Corso di fotografia a Milano</h1>
    </main>
  </body>
</html>

Coerenza con H1 e URL

L’H1 è il titolo visibile per chi arriva sulla pagina; il title è l’invito nei risultati. Possono differire leggermente: il title può includere brand o anno; l’H1 resta focalizzato sull’argomento. L’URL dovrebbe riflettere lo stesso tema (slug leggibile, senza parametri opachi). Se title, H1 e URL raccontano storie diverse, cala la fiducia dell’utente e peggiora il segnale di pertinenza.

Per pagine paginate o filtri, usa title distinti («Blog — Pagina 2») o canonical verso la lista principale, così non competono tra loro.

Template CMS

Evita title auto «{nome pagina} | {sito}» se nome pagina è generico «Servizi». Inserisci campi SEO dedicati obbligatori prima publish. Per paginazione blog, title deve riflettere pagina 2+ per evitare duplicati percettivi. Brand in title: consistente ma non sempre primario su landing intent-specific.

Export bulk title per audit duplicati mensile.

Errori comuni

  • Stesso title «Home» o nome azienda su tutte le pagine.
  • Title identico all’H1 copiato da centinaia di competitor.
  • Keyword stuffing o città ripetute tre volte.
  • Title che promette offerte non presenti nel contenuto.
  • Dimenticare di aggiornare il title dopo un redesign o cambio servizio.

Attenzione

Non confondere <title> con og:title per i social: conviene allinearli, ma servono tag distinti nel markup.

In pratica, integra questo controllo nella routine di qualità del sito: una pagina campione al mese per categoria (home, servizio, articolo, checkout se presente), stesso profilo browser e rete. Annota nel registro interno data verifica e esito, così al prossimo redesign sai cosa è già stato validato. Quando il team cresce, una checklist condivisa evita che ognuno interpreti i criteri in modo diverso e riduce regressioni dopo deploy frettolosi.

In breve

  • Un solo <title> per pagina, unico nel sito.
  • Circa 50–60 caratteri, parole chiave all’inizio.
  • Coerente con H1 e contenuto reale.
  • Anteprima SERP prima del go-live.
  • Ricontrolla il title dopo redirect o cambio slug URL.
Percorso SEO: title, description e indicizzazione.

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