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Immagini generate con l’AI: strumenti, licenze e alt text

Sviluppatore web e consulente SEO: guide pratiche per chi gestisce siti in proprio.

Quando ha senso

Le immagini generate con AI possono accelerare hero illustration, icone decorative, varianti per social o concept per presentazioni interne. Per prodotti reali, team, locali e lavori eseguiti restano preferibili foto autentiche: aumentano fiducia e riducono rischio di «stock AI» riconoscibile (mani strane, testo illeggibile nei cartelli, oggetti incoerenti).

Su pagine che convertono (contatti, preventivo) evita volti sintetici che sembrano clienti inventati: è eticamente discutibile e legalmente sensibile in pubblicità.

Da ricordare

Leggi i termini del servizio che usi: diritti commerciali, watermark, obbligo di disclosure e uso del prompt per riaddestramento variano tra piattaforme.

Strumenti e output

Modelli testo-immagine (DALL·E, Midjourney, Stable Diffusion via vari host, Adobe Firefly, integrazioni in Canva) differiscono per stile, controllo e licensing. Esporta WebP o AVIF ottimizzati per il web; nomina i file in modo descrittivo (officina-hero-illustrazione.webp). Non caricare PNG enormi generati a 4K se la hero è 1200 px: comprimi come per le foto normali. Se il brand mescola fotografia reale e illustrazione AI, definisci per quali sezioni è ammessa la sintesi visiva così l’utente non percepisce incoerenza casuale.

Licenze e termini d’uso

Alcuni piani consentono uso commerciale sul sito; altri solo personale. Verifica se devi attribuire la piattaforma, se è vietato generare marchi altrui o volti di persone reali senza consenso. In UE il quadro evolve con AI Act e copyright: per campagne importanti conserva prova di generazione e licenza. Non usare immagini AI per imitare identità visiva di competitor o loghi protetti.

Alt text e contesto

L’alt descrive la funzione dell’immagine per chi non la vede. Per illustrazioni decorative può essere breve o vuoto se davvero non aggiunge informazione (secondo WCAG e policy del tuo CMS). Per immagini che spiegano un concetto, descrivi il concetto, non «immagine generata con AI». L’AI può proporre bozze di alt, ma un umano deve validare: vedi accessibilità con AI.

Prompt per immagine hero

prompt
Illustrazione piatta per sito web, palette #1a3a4a e #e8d5b5,
panoramica laboratorio artigianale panificio, nessun testo leggibile,
nessun logo, stile editoriale minimale, luce morbida,
composizione con spazio vuoto a destra per titolo overlay,
formato orizzontale 16:9

Dopo la generazione, ritaglia e comprimi; scrivi alt: «Illustrazione stilizzata di un laboratorio di panificazione con forno e impasti».

Qualità e coerenza brand

Rigenerare la stessa hero con prompt leggermente diversi produce varianti quasi identiche che appesantiscono backup e confondono il team: archivia le scartate fuori dal CMS. In email marketing, controlla il rendering in dark mode: alcuni output hanno contrasto insufficiente su sfondo scuro del client di posta e vanno corretti in post-produzione come le foto tradizionali.

Un watermark visibile «illustrazione» può essere una scelta di brand, ma non sostituisce una licenza commerciale valida. Per le hero above the fold misura il LCP: immagini AI pesanti rallentano come foto non ottimizzate.

Crea un piccolo style guide visivo (palette, «no fotorealistico», «solo line art») e riusalo nei prompt. Controlla artefatti prima del go-live. Per serie di blog, coerenza conta più della novità di ogni singola immagine.

Workflow nel CMS

Definisci una cartella media «illustrazioni-ai» separata dalle foto di progetto, così in audit capisci subito cosa è sintetico. Nel builder o in WordPress, inserisci il credito in didascalia solo se richiesto dal fornitore; altrimenti basta un alt descrittivo. Prima dell’upload, passa l’immagine in un compressore (Squoosh, ImageOptim) come per le foto: i PNG generati pesano spesso troppo.

Se rigeneri una hero con un prompt leggermente diverso, non lasciare tre versioni quasi identiche in libreria: confondono il team e appesantiscono i backup. Archivia le varianti scartate fuori dal CMS.

Per i social, verifica il rapporto d’aspetto per ogni canale dopo il crop: l’AI spesso produce 1:1 mentre LinkedIn o le storie richiedono formati diversi.

Se il brand usa fotografia documentale su metà del sito e illustrazione AI sull’altra, definisci una regola visiva (es. solo il blog usa l’AI, i servizi solo foto) così l’utente non percepisce incoerenza casuale.

Per l’accessibilità, non descrivere nell’alt gli strumenti o i prompt usati: descrivi cosa si vede e perché è sulla pagina, come per qualsiasi altra immagine.

Errori comuni

  • Pubblicare immagini con testo finto illeggibile come «infografica».
  • Usare piani non commerciali su sito aziendale.
  • Alt generico «immagine AI» su contenuti informativi.
  • Sostituire foto reale di lavori con render fuorviante.

In breve

  • AI per illustrazione e supporto; foto reali per proof e persone.
  • Verifica licenza commerciale e termini della piattaforma.
  • Alt text descrittivo del contenuto, non dello strumento.
  • Ottimizza peso e formato come per qualsiasi asset web.
  • Evita volti/clienti sintetici su pagine di fiducia.
Immagini generate con AI: strumenti, licenze e accessibilità.

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